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Migliorare i sintomi 
del Morbo di Parkinson 
già dopo 4 settimane?

Costantini B1 hcl  è un integratore alimentare a base di Tiamina Cloridrato (Vitamina B1), da sciogliere in acqua, che ha aiutato centinaia di persone ad alleviare i sintomi motori e non motori del Morbo di Parkinson, favorendo una migliore qualità della vita.

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Il miglior trattamento adottato dai neurologi italiani e americani

Guarda come Giosuè ha ottenuto un notevole miglioramento dei sintomi motori e non motori dopo solo 4 settimane di trattamento con Tiamina.

Sono il Dott. Alberto Toma.

Divulgatore scientifico e Farmacista.
Ho collaborato con il Dott. Costantini, neurologo, padre della terapia ad alte dosi di Vitamina B1 per il trattamento del Morbo di Parkinson.

Nel 2015, ho realizzato la mia tesi di laurea portando avanti questo studio condotto su diversi pazienti, tra cui il signor Giosuè, del video sopra, che ha ottenuto un notevole miglioramento dei sintomi motori e non motori in sole 4 settimane.
"Parkinson e Vitamina B1: arriva anche una tesi di laurea a confermare gli effetti positivi"Ultima Edizione
E’ stato un grande onore per me essere menzionato in queste pubblicazioni:
Parkinson e Vitamina B1 - Ultima Edizione
Parkinson e Vitamina B1 - Issuu
Parkinson e Vitamina B1 - Parkinson Lombardia
Parkinson e Vitamina B1 - Parkinsoniani Associati

Vuoi sapere di più sul Morbo di Parkinson?


Cos'è il MP
Sintomi Motori
Sintomi Non-Motori
Trattamento Farmacologico
Trattamento con Tiamina

Cos'è il Morbo di Parkinson

Il Morbo di Parkinson è una patologia degenerativa progressiva ad evoluzione lenta del sistema nervoso centrale derivante dall’alterazione dei neuroni dopaminergici della substantia nigra e caratterizzata dai sintomi clinici del parkinsonismo quali ipocinesia o acinesia (estrema povertà di movimenti), bradicinesia (rallentamento dei movimenti), instabilità posturale, tremore a riposo, rigidità muscolare e postura in flessione.

È stato calcolato che all'inizio dei sintomi parkinsoniani i neuroni persi sono il 68% nella parte laterale ventrale e il 48% nella parte caudale della substantia nigra. Il Morbo di Parkinson colpisce circa un milione di soggetti negli Stati Uniti (circa l' 1% della popolazione al di sopra dei 55 anni). Il picco dell' età di esordio è intorno ai 60 anni e il Morbo di Parkinson rappresenta circa il 75% di tutti i casi di parkinsonismo; mentre tutti i restanti casi sono dovuti ad altre malattie neurodegenerative e a cause iatrogene (farmaci).

Sintomi Motori

Acinesia
Bradicinesia
Tremore a riposo
Rigidità
Alterazione della postura
Disturbi di equilibrio
La caratteristica motoria più disabilitante del Morbo di Parkinson è la acinesia, cioè l’estrema povertà di movimenti automatici e volontari , la bradicinesia cioè la lentezza nei movimenti con difficoltà nell’iniziare e nel mantenere un movimento del corpo. Appare evidente quando si chiede al soggetto di compiere movimenti di fine manualità i quali risultano più impacciati, meno ampi e diventano quasi impercettibili quando ripetuti più volte. Segni di bradicinesia sono rappresentati anche dalla difficoltà di eseguire passaggi da una posizione ad un’altra, come scendere dall’automobile o girarsi nel letto o anche vestirsi. La bradicinesia comporta ridotta espressività del volto, definita come “facies figèe” ovvero un viso più fisso e meno espressivo. Ciò provoca la scomparsa di una spontanea mimica facciale che normalmente accompagna le variazioni di stato d’animo. Infine, i soggetti colpiti modificano la loro grafia che diventa sempre più piccola (micrografia).
Il tremore a riposo (frequenza 4-6 Hz) è il sintomo più comunemente associato a questa malattia. Tuttavia ciò non è sufficiente per effettuare una diagnosi di Parkinson, infatti circa il 25 % dei pazienti non manifesta questo disturbo. Il tremore si presenta a riposo, mentre si riduce o scompare appena si esegue un movimento finalizzato a compiere una determinata azione. Inoltre, si attenua durante il sonno e risente dello stato emotivo del soggetto tanto che si aggrava in seguito a situazioni che suscitano ansietà e apprensione. Interessa prevalentemente la parte distale delle estremità, come le mani abbandonate in grembo o lasciate pendere lungo il corpo. Il tremore può interessare anche piedi, labbra e mandibola, assai più raramente collo e testa. Ha un esordio unilaterale ma col tempo colpisce entrambi i lati delle parti in causa.
La rigidità evidente nei pazienti indica un aumento del tono muscolare a riposo o durante il movimento ed è caratterizzata da un aumento della resistenza allo stiramento passivo dei muscoli scheletrici. Può interessare gli arti, il collo e il tronco. La riduzione dell’oscillazione pendolare degli arti superiori durante il cammino è un segno di rigidità associata a lentezza dei movimenti. I sintomi assiali includono l’alterazione della postura, disturbi di equilibrio. Questi sintomi solitamente non si presentano all’insorgenza della patologia ma rappresentano complicanze tardive del Morbo di Parkinson.
L’alterazione della postura determina un atteggiamento curvo; il malato si pone come “ripiegato” su se stesso per cui il tronco é flesso in avanti, le braccia mantenute vicino al tronco e piegate, così come le ginocchia. Con l’avanzare della malattia si instaura una curvatura del collo e della schiena, che può divenire permanente. Un disturbo dell’equilibrio, invece, é essenzialmente dovuto ad una riduzione dei riflessi di raddrizzamento per cui il soggetto non é più in grado di correggere spontaneamente eventuali squilibri, o di mantenere una postura eretta e perciò è più soggetto a cadute che possono avvenire in tutte le direzioni anche se più frequentemente cade in avanti.
I disturbi del movimento sono contraddistinti da passi che possono farsi più brevi, talvolta si presenta quella che viene chiamata “festinazione”, cioè il paziente piega il busto in avanti e tende ad accelerare il passo come se inseguisse il proprio baricentro. Negli stadi avanzati della malattia possono verificarsi episodi di blocco motorio improvviso, il cosiddetto "freezing of gait" (FOG): i pazienti sono incapaci di iniziare o continuare un movimento. Questo disturbo viene descritto dal paziente come l’impossibilità di staccare i piedi da terra. Il fenomeno di solito si verifica nelle strettoie oppure all’inizio della marcia o nei cambi di direzione. Il FOG è usualmente transiente e aumenta con la progressione del Morbo di Parkinson. La gravità della sindrome motoria è proporzionale al deficit di dopamina.

Sintomi Non-Motori

I sintomi non motori possono essere presenti anche prima dell’insorgenza di quelli motori, però sono difficilmente inquadrabili fino a quando non insorgano i sintomi tipici della degenerazione dei neuroni dopaminergici nigro-striatali. L'esteso coinvolgimento del tronco-encefalico, delle strutture talamiche e corticali e di quelle olfattive, dà così una spiegazione alle basi neurofisiologiche dei segni e dei sintomi. Gli aspetti non motori includono ansia e depressione, alterazioni del sistema nervoso autonomo, alterazioni cognitive, disturbi del sonno, disturbi gastrointestinali (stipsi) e disturbi sensoriali (perdita dell' olfatto definita anosmia, sindrome delle gambe senza riposo e dolore). Tali sintomi insieme a quelli motori aggravano il quadro clinico del paziente, contribuendo negativamente sulla qualità della vita. La disfunzione autonomica può produrre diverse manifestazioni, incluse iperidrosi e seborrea, urgenza urinaria e ipotensione ortostatica, dovuto quest' ultimo sintomo ad alterazioni vasomotorie e del sistema nervoso vegetativo o come effetto collaterale di terapie farmacologiche dopaminergiche. Alcuni di questi sintomi possono essere correlati anche ad una diminuzione degli effetti dei farmaci antiparkinsoniani.
I sintomi sensitivi spesso si manifestano come una fastidiosa sensazione di irrequietezza interiore, che si suppone sia una forma di acatisia. Alcuni pazienti inoltre, possono avvertire, in assenza di una sottostante patologia cardiorespiratoria, una sensazione soggettiva di “fiato corto”. Sebbene il deterioramento intellettivo non rappresenti un elemento tipico del quadro clinico delle fasi precoci della malattia, la demenza appare come uno degli esiti più frequentemente riscontrabili nelle fasi tardive, nella misura di circa un terzo dei casi.

Trattamento Farmacologico

Gli obiettivi della terapia sono il mantenimento della funzionalità di una buona qualità di vita, evitando le complicanze farmaco indotte; bradicinesia, tremore, rigidità e anomalie posturali rispondono bene alla terapia sintomatica in fase iniziale della terapia. Al contrario i disturbi cognitivi, l'ipofonia, disfunzione autonomica e la mancanza di equilibrio mostrano una scarsa risposta. La disabilità motoria primitiva del Morbo di Parkinson è spesso aggravata da una disabilità secondaria risultante dal mancato esercizio fisico dovuto all'assunzione di uno stile di vita sedentario. La prevenzione della disabilità secondaria richiede un intenso programma di esercizio fisico, molti studi in aperto supportano l'importanza di una attività fisica regolare; uno studio epidemiologico controllato ha rilevato che il rischio relativo di morti osservate rispetto all'atteso durante il periodo di osservazione di 4 anni è di 1,8 per i pazienti che non svolgevano attività fisica rispetto a chi la svolgeva. Restare mentalmente attivi ha probabilmente la stessa importanza per mantenere le funzioni cognitive. Come principio generale, i pazienti dovrebbero essere trattati non appena i sintomi cominciano in qualsiasi modo a interferire con il funzionamento globale. La maggior parte degli specialisti preferisce iniziare quanto prima il trattamento sintomatico, non ha fondamento la preoccupazione di trattare il più a lungo possibile la terapia sintomatica in quanto i prodotti farmacologici a disposizione sono efficaci solo per un numero limitato di anni. Quindi l'inizio precoce della terapia è spesso necessario per mantenere un adeguato livello di attività fisica e mentale. La priorità al momento attuale al di là del controllo dei sintomi, è quella dello sviluppo di terapie neuroprotettive.
Da un punto vista pratico, la terapia dopaminergica dovrebbe essere intrapresa non appena i sintomi del paziente iniziano a interferire con la qualità della vita. L'agente ideale da impiegare in prima battuta dipende dall'età e dallo stato cognitivo del paziente e in misura minore dal quadro clinico e dalla disponibilità finanziaria del paziente stesso. La scelta è tra un dopamino-agonista, o una preparazione a base di levodopa o uno degli inibitori delle MAO-B. Studi controllati supportano la teoria che, in fase precoce, la monoterapia con uno degli agonisti è ben tollerata e migliora in modo significativo la funzione motoria e la disabilità. Impiegando questo approccio i pazienti avrebbero un rischio più basso di circa il 50% di discinesie e del 25% di fluttuazioni motorie rispetto ai pazienti in terapia con levodopa, differenza che perdura per tutto il tempo di trattamento monoterapico. Non c’è comunque unanime consenso che sia la durata del trattamento con levodopa che determina poi la comparsa delle discinesie e delle fluttuazioni motorie. I farmaci dopamino-agonisti ritarderebbero l'esordio delle complicazioni a lungo termine, ma non ne impediscono l'insorgenza; infatti, circa i 2/3 dei pazienti in terapia con agonisti necessitano della levodopa entro 5 anni per mantenere la funzione motoria. Una terapia efficace con dopamino-agonisti richiede una dose più alta di quella impiegata nella terapia in associazione alla levodopa che rimane sempre il farmaco più efficace contro i sintomi motori della malattia. La maggior parte dei pazienti necessiterà dell'aggiunta di levodopa o di un nuovo farmaco entro 1-3 anni dall'inizio della terapia con dopamino-agonista.
Sebbene la monoterapia con dopamino-agonisti sia considerata nel trattamento iniziale di scelta, nella maggior parte dei pazienti i benefici a lungo termine devono essere bilanciati con una maggiore incidenza di effetti collaterali non motori e con un livello di disabilità motoria lievemente maggiore che con levodopa.

Trattamento con Tiamina (Vitamina B1)

La fisiopatologia della deficienza di Tiamina è multifattoriale e comprende un numero elevato di eventi, con conseguente morte di una cellula neuronale focale.
Un elevato numero di fattori collega la tiamina alla malattia di Parkinson. La deficienza di tiamina è un modello utile nelle malattie neurologiche, poiché conduce ad un danno del metabolismo ossidativo, ad un aumentato sforzo ossidativo e alla perdita selettiva di neuroni in una regione specifica del cervello. È stato riportato che nei neuroni della substantia nigra in pazienti con Morbo di Parkinson si ha una diminuzione dell' attività degli enzimi dipendenti dalla tiamina difosfato (in particolare alfa-chetoglutarato deidrogenasi); questa riduzione non è collegata con la malnutrizione del paziente. Alcuni autori hanno osservato bassi livelli della tiamina libera nel liquido cerebrospinale di pazienti con Morbo di Parkinson.
L' 11 luglio 2011, è stato trattato un uomo di 47 anni colpito da atassia spino-cerebellare di tipo 2 (SCA2). In questo paziente la fatica così come i sintomi motori diminuivano dopo somministrazione parenterale di alte dosi di tiamina. Gli stessi autori ipotizzarono allora che in alcune malattie degenerative, ereditarie o sporadiche, del sistema nervoso, la patogenesi dei sintomi poteva essere legata a una deficienza di tiamina selettiva, localizzata, dovuta a una alterazione del trasporto intracellulare della tiamina o a anomalie strutturali enzimatiche.
La disfunzione sembrava rispondere positivamente ad alte dosi di tiamina. Inoltre alcuni reports hanno mostrato una espansione di ripetizioni trinucleotidiche del gene della SCA2 in pazienti con parkinsonismo familiare sensibile alla levodopa.
E' stato osservato un considerevole miglioramento dei sintomi motori e non motori in pazienti con Morbo di Parkinson con l’uso di 100 mg intramuscolo di tiamina due volte a settimana. Il miglioramento clinico è stato stabile nel tempo senza mai interrompere la terapia.
La carenza di tiamina quindi potrebbe essere un utile modello nella neurodegenerazione. I processi dipendenti da tiamina sono cruciali nel metabolismo del glucosio e recenti studi descrivono il ruolo della tiamina nello stress ossidativo, trasformazione delle proteine, attività perossisomiale ed espressione genica. Di conseguenza, si è formulata l'ipotesi che alcuni hanno una certa familiarità e le malattie degenerative del sistema nervoso e la patogenesi dei sintomi potrebbero essere collegate ad una carenza della tiamina dovuta alla disfunzione del trasporto intracellulare o alle anomalie enzimatiche strutturali. Questo è stato dimostrato anche dal fatto che, con grande meraviglia, la concentrazione della tiamina e della tiamina pirofosfato nel sangue degli ammalati era nella norma. Inizialmente tutto ciò destò perplessità, ma in seguito si intuì che nelle patologie neurodegenerative (Morbo di Parkinson) vi era o un' alterazione del trasporto intracellulare della vitamina o alterazioni strutturali enzimatiche. Si è intuito che questa disfunzione potrebbe essere rispondente alla somministrazione di alte dosi di tiamina in quanto si ha un aumento della concentrazione plasmatica della vitamina a livello tale che il trasporto passivo ripristini buone concentrazioni di tiamina anche all'interno delle cellule, generando un normale metabolismo del glucosio che porta al miglioramento della sintomatologia.

Perché Assumere Tiamina (Vitamina B1) Nel Trattamento Del Morbo Di Parkinson?

La Vitamina B1, detta anche Tiamina, è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo B.
Un elevato numero di fattori collega la Tiamina alla malattia di Parkinson.

Il meccanismo di azione della Tiamina è quello di migliorare il metabolismo energetico di tutte le cellule dell’organismo in particolare quelle interessate dalla neuro-degenerazione. Migliorando il metabolismo energetico si ottimizza l’utilizzo cellulare del glucosio (primaria fonte di energia). 
In questo modo i neuroni dopaminergici, funzionando meglio, produrranno adeguati livelli di dopamina ossia un neurotrasmettitore che, interagendo con i recettori, produrrà una risposta cellulare con conseguente ripristino di tutte le attività biologiche e fisiologiche e, quindi, il miglioramento dei sintomi motori e non motori.

























La vitamina B1 sulle cellule colpite da Morbo di Parkinson esercita una:
AZIONE RISTORATIVA: 
le cellule sopravvissute alla malattia vengono ripristinate favorendo il notevole miglioramento dei sintomi;
AZIONE NEUROPROTETTIVA: 
le cellule potenzialmente soggette alla neurodegenerazione non vengono colpite.

Perché fidarsi del trattamento con Vitamina B1?

+
2700
pazienti trattati

STUDIO PRELIMINARE CONDOTTO DAL DR. COSTANTINI IN ITALIA

Dipartimento riabilitazione neurologica, Villa Immacolata - Viterbo (RM)

Obiettivo
Valutare i potenziali effetti clinici, ristorativi e neuroprotettivi a lungo termine del trattamento con Tiamina nel Morbo di Parkinson.
 
Pazienti e metodi
A partire da Giugno 2012, sono stati esaminati 50 pazienti con Morbo di Parkinson (33 uomini e 17 donne; età media: 70.4 ± 12.9 anni; durata media della malattia: 7.3 ± 6.7 anni). 
La diagnosi di Morbo di Parkinson è stata eseguita in accordo con i criteri della UK Parkinson’s Disease Society Brain Bank da neurologi esperti nel campo. 
Tutti i pazienti sono stati valutati prima di iniziare il trattamento con Tiamina, un mese dopo, tre mesi dopo e successivamente ogni tre mesi fino ai successivi 3 anni, con la Unified Parkinson's Disease Rating Scale (UPDRS) e la Fatigue Severity Scale (FSS).  
Dopo la valutazione di base i pazienti sono stati trattati senza nessuna interruzione con 100mg di tiamina intramuscolo, due volte a settimana, senza nessuna variazione della terapia personale.

Risultati
Il trattamento con Tiamina ha portato a un significativo miglioramento dei sintomi motori e non motori della malattia già dal primo mese di cura. 
Il miglioramento è apparso stabile a 3 mesi e successivi 3 anni, naturalmente non interrompendo mai la cura con Tiamina. 
Alcuni pazienti con un quadro clinico di media gravità hanno avuto una completa regressione dei sintomi.
Vai al documento ufficiale

STUDIO PRELIMINARE CONDOTTO IN uSA

Vietnamese American Medical Research Foundation - Westminster, CA 

La Tiamina svolge un ruolo benefico nel Morbo di Parkinson inducendo il rilascio di dopamina e migliora i sintomi associati al Morbo di Parkinson. Studi genetici hanno fornito l'opportunità di identificare le proteine specifiche che associano la Tiamina alla patologia del Morbo di Parkinson. La Tiamina esercita anche i suoi effetti sul Morbo di Parkinson attraverso meccanismi non genomici.
Vai al documento ufficiale
COMPROVATO
dal mio studio scientifico
riportato nella mia tesi di laurea
Grazie agli esiti positivi degli studi, altri neurologi hanno adottato questo protocollo trattando oltre 2700 pazienti in tutto il mondo.

Perché puoi iniziare già da ora il trattamento con Vitamina B1?

Il trattamento con Vitamina B1 è consigliato a tutti quei pazienti che manifestano sintomi motori e/o non motori del Morbo di Parkinson, a prescindere da sesso, età e condizione fisio-patologica in cui riversano. 
Di conseguenza, che tu sia un uomo o una donna, giovane, adulto o anziano, in uno stadio iniziale o tardivo della malattia, puoi già da ora beneficiare del trattamento.

L’assunzione di Vitamina B1 può comportare effetti collaterali?

Nessun paziente, negli studi succitati, ha riscontrato eventi avversi o reazioni di ipersensibilità alla Vitamina B1 nè tanto meno interazioni farmacologiche. Inoltre, essendo una vitamina idrosolubile, l’eccedenza non utilizzata dall’organismo viene escreta tramite le urine, non comportando, quindi, alcun effetto collaterale da sovradosaggio e/o accumulo.
L’unico riscontro clinico in alcuni pazienti con diabete, trattati con insulina, è stato un leggero aumento dei livelli di glicemia. 
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Dopo quanto tempo si ottengono i primi risultati?

Gli effetti del trattamento con Tiamina appaiono evidenti sin da subito e sempre più riscontrabili con il passare delle settimane. Ciò che rende tale trattamento massimamente efficace è la somministrazione del dosaggio corretto valutato a seguito dello stadio patologico in cui il paziente riversa, età, peso e stile di vita.

Il miglioramento dei sintomi motori e non motori del Morbo di Parkinson permane nel tempo solo se l'assunzione della Tiamina è effettuata con costanza, senza quindi alcuna interruzione del trattamento. 
Poichè la Tiamina è una vitamina idrosolubile, non vi è accumulo, quindi un'eventuale interruzione del trattamento favorisce l'eliminazione graduale della vitamina, non apportando più alcun effetto benefico alla limitazione dei sintomi.
Per conoscere il dosaggio a te congeniale, regolato sulla base della tua condizione clinica PRENOTA SUBITO la tua consulenza gratuita direttamente con il Dott. Toma.
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A seguito della consulenza potrai intraprendere la somministrazione della Vitamina B1 seguendo le indicazioni fornite
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Se non trovi l'orario che desideri, non hai ricevuto la mail di conferma o hai domande specifiche sulla prenotazione, scrivi a info@costantinib1.com
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Ecco cosa ne pensano coloro che hanno effettuato la consulenza con il Dott. Toma

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    "È stata una chiacchierata estremamente interessante e ringrazio ancora il dottore per tutte le informazioni che mi ha fornito e la sua ottima preparazione. Grazie"
    - FABRIZIO -
    "Sono rimasto soddisfatto della consulenza del dottore, ha risposto alle mie domande in modo esauriente e consigliato in maniera appropriata."
    - RITA -
    "Sono assolutamente soddisfatta della consulenza. Il dottore è stato gentile e molto disponibile. Ho molto apprezzato la sua competenza e preparazione"
  • - MAURIZIO -

    "Una consulenza molto precisa e disponibile ottima iniziativa"

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    "È un esempio per tutto il sistema italiano continuate così"

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    "Ho riscontrato umanità,competenza,dedizione
    non posso che dire grazie"
    - ORNELLA -

    "Il dottore è stato molto chiaro gentile e disponibile in caso di necessità vi ringrazio di cuore ❤️"
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    "Direi che già la disponibilità dimostrata, la volontà di comprensione e di aiuto è gratificante"
    - ANNA -

    "Il dott. Toma ha risposto in modo molto esauriente e chiarissimo a tutti i miei dubbi e alle mie domande"
    - OSVALDO -

    "Credo che il Dott. Toma sia stato oltre che esaustivo molto gentile e disponibile. Grazie"

Perchè è stata formulata Costantini B1 hcl?

SOMMINISTRAZIONE INTRAMUSCOLO
La terapia intramuscolo prevede:
medico prescrittore
infermiere che possa praticare l'iniezione
hospital-icon
ambiente sterile
La terapia intramuscolo può determinare:
SCARSA COMPLIANCE DEL PAZIENTE
accettazione da parte del paziente delle modalità di somministrazione di una terapia a lungo termine
Lo studio preliminare è stato condotto su 50 pazienti somministrando 100 mg di Tiamina intramuscolo con esiti positivi. 
Successivamente, a causa delle condizioni succitate, si è optato per la somministrazione in polvere più comoda e più accettata dal paziente ed ugualmente efficace.
SOMMINISTRAZIONE ORALE
La terapia orale prevede l'assunzione di Vitamina B1 in:
PASTIGLIE
oppure
POLVERE
PASTIGLIE
Per raggiungere adeguati dosaggi, il paziente dovrà ingerire un numero non indifferente di compresse nell'arco della giornata.
Alcuni pazienti affetti da Morbo di Parkinson hanno anche difficoltà a deglutire e quindi, per loro, la terapia in compresse potrebbe risultare scomoda.
Poichè l'assunzione di tiamina non comporta variazioni delle terapie farmacologiche prescritte dai neurologi, l'uso di ulteriori compresse potrebbe essere non accettato di buon grado dal paziente.

POLVERE
Si scioglie facilmente in acqua essendo altamente solubile, e risulta, a dosaggi differenti, ugualmente efficace alla somministrazione intramuscolo. 
In una terapia a lungo termine, la Vitamina B1 in polvere viene accettata tranquillamente dal paziente poichè si presta ad una migliore modulazione del dosaggio, chiaramente in associazione alle consuete terapie farmacologiche prescritte dal proprio neurologo.
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